Diario SK007 · 8 febbraio 2026

Missione
Licosa.

San Marco → Ogliastro Marina · 15 km

Parto da Avellino alle 7:45 sotto una pioggia che sembra un rito d’ingresso.

Recupero Monica e, verso Eboli, ci fermiamo alla Casa della Zeppola. La frase della barista — “Anche a me piacerebbe uscire nella natura, ma non posso” — sale in auto con noi.

Al Bar La Torretta il gruppo prende forma: Luigi, Concetta, Emiliana e Anna. La parola d’ordine è relax.

Il mare che parla

La costa è selvaggia e il mare nervoso. Una targa ricorda il sommergibile Velella, affondato il 7 settembre 1943, e i suoi cinquantadue uomini.

Qui il mare non è neutro. È tomba, culla, custode.

Una mareggiata ha distrutto il sentiero; un custode ci apre un varco. Nel passaggio scivoloso Emiliana è in difficoltà e Luigi risolve con freddezza e competenza.

Attraversiamo la macchia mediterranea, pranziamo in un rifugio e alle 14:30 scegliamo insieme di rientrare. Un gattino ci accompagna, ultimo gesto di dolcezza.

La comunità che chiama

In auto Monica racconta la fatica della sua lavanderia. Le dico di non mollare: quando una comunità ti chiama se la serranda è chiusa, significa che sei necessaria.

Memoria, presenza, cura, umanità.

Il mare di Punta Licosa non era solo agitato. Era vivo. E noi, per qualche ora, gli abbiamo prestato ascolto.

Missione compiuta.