Diario SK007 · Sabato 11 luglio 2026

Il Sentiero degli Dei
e la cena dal Pastore Antonio.

Agerola · Costiera Amalfitana · Con gli Irriducibili e Pasquale

Quasi 60Partecipanti38 °CCaldo del giornoNotturnaLampade frontaliConvivialitàIl vero ingrediente

La meta è il celebre Sentiero degli Dei, probabilmente il sentiero più famoso della Costiera Amalfitana, conosciuto in tutto il mondo. Stavolta, però, c’è una particolarità: si parte nel tardo pomeriggio.

Il ritorno ad Agerola

Alle 18:30 siamo ad Agerola, proprio all’ingresso del sentiero.

Le foto di rito sono inevitabili. Mi fa sorridere Pina che, scherzando, dice: “Mettiamo direttamente la foto della volta scorsa… tanto qui non ci si stanca mai di tornare”.

E in fondo ha ragione.

Io e Leonardo parcheggiamo nella piazza del paese e raggiungiamo a piedi il gruppo.

È stata una giornata torrida, con temperature che hanno sfiorato i 38 gradi, e scegliere questo orario si rivelerà una decisione perfetta.

Antonio e Limoncello

Poco prima della partenza incontro Antonio, il pastore.

È un personaggio che sembra uscito da un’altra epoca: cappello in stile militare, barba folta e uno sguardo pieno di serenità.

Sta caricando il suo mulo con le provviste che serviranno per la cena. Mi chiede se posso aiutarlo.

Senza pensarci due volte iniziamo a sistemare grandi sacchi di pane sul dorso del suo fedele compagno, che si chiama Limoncello.

Una volta terminato il lavoro mi stringe la mano, sorride e mi dice: “Vi aspetto dopo… e salutami Pasquale”.

Piccoli gesti che fanno capire quanto questo posto viva ancora di rapporti autentici.

Quasi sessanta persone

Intanto il gruppo continua ad arrivare. Alla spicciolata.

Cinque… Dieci… Venti… Trenta…

Alla fine siamo quasi sessanta persone.

Si parte.

Fin dai primi passi il Sentiero degli Dei ricorda perché porta questo nome.

Alla nostra sinistra il mare. Davanti l’infinito. Sotto di noi la Costiera Amalfitana.

Alla destra la montagna si alza imponente, con pareti di roccia che sembrano scolpite nel tempo.

Tra i cespugli pascolano tranquille alcune caprette, perfettamente a loro agio su pendii dove un uomo farebbe fatica perfino a camminare.

Conoscersi camminando

Camminare spesso con lo stesso gruppo ha un grande vantaggio. Le persone iniziano davvero a conoscersi.

Le chiacchiere diventano spontanee. Le risate aumentano. Si condividono pensieri, esperienze e anche qualche momento di silenzio.

Ma senza mai abbassare la guardia. Perché questo rimane uno dei sentieri più spettacolari, ma richiede attenzione e rispetto.

Giunti a un bivio, Pasquale decide di scegliere il percorso alto. Una scelta che si rivela azzeccata.

Il panorama diventa ancora più grandioso e la sentieristica appare meglio curata.

Ogni curva regala uno scenario diverso. Ogni balcone naturale invita a fermarsi.

Tutti fotografano. Ma, in fondo, nessuna fotografia riuscirà mai a catturare quello che gli occhi vedono davvero.

La cena sulla montagna

Quando il sole ormai è tramontato raggiungiamo finalmente il rifugio del pastore.

Ci sistemiamo ordinatamente attorno a due enormi tavolate. Siamo decisamente oltre la capienza.

Ma chi frequenta la montagna conosce bene una regola: lo spirito di adattamento fa parte dell’equipaggiamento.

Ed è forse proprio questo che rende tutto ancora più bello.

Nel frattempo cala la notte. Praiano si illumina. Le barche sembrano stelle adagiate sul mare.

Il cielo è limpido. Le costellazioni sembrano vicinissime. Le cicale continuano il loro concerto.

Qualcuno prende una chitarra. Le canzoni iniziano quasi senza accorgersene.

Arrivano gli antipasti. Poi la pasta. Il vino. L’anguria.

Ma, a dire il vero, il cibo diventa quasi un dettaglio.

Il vero ingrediente della serata è la convivialità.

Persino il raglio dell’asino sembra voler entrare nel coro delle risate.

Le parole del pastore

Poi arriva uno dei momenti più iconici della serata.

Antonio il pastore chiede silenzio. Per qualche secondo nessuno parla.

Racconta la sua storia. Le sue origini. La sua scelta di vita.

Parole semplici. Sincere. Pronunciate con il cuore.

Alla fine parte un applauso spontaneo. Non per educazione. Ma perché certe persone riescono ancora a trasmettere qualcosa di autentico.

Il serpente luminoso

Verso le 23:30 iniziamo il viaggio di ritorno.

Una dopo l’altra si accendono le lampade frontali.

Davanti ai nostri occhi compare un lungo serpente luminoso che attraversa lentamente la montagna. Uno spettacolo quasi irreale.

La notte cambia tutto. Le conversazioni diventano più profonde.

Qualcuno racconta un problema. Qualcun altro ascolta.

La montagna, ancora una volta, sembra trasformarsi in una grande terapia collettiva.

Camminare nel silenzio della notte aiuta a mettere ordine nei pensieri.

Poco dopo la mezzanotte e mezza raggiungiamo le automobili.

Gli ultimi saluti. Le ultime battute.

Qualcuno rimane ancora qualche minuto. Come se non avesse voglia di lasciare quel luogo.

Il mare ormai non si vede più. Ma continua a sentirsi. Ed è come se fosse ancora lì, davanti a noi.

Il fascino della notte

Fare il Sentiero degli Dei in notturna non è soltanto un’escursione. È un’esperienza.

Di quelle che rimangono dentro.

Anzi, credo che il modo perfetto per concluderla sarebbe stendersi su un telo, guardare il cielo pieno di stelle e lasciare che il rumore della natura faccia il resto.

Perché la montagna, di notte, possiede un fascino completamente diverso.

Più silenzioso. Più intimo. Più vero.

SKORPION · SK007

Il vero segreto del Sentiero degli Dei.

Un grazie sincero va a Pasquale, che ancora una volta ci ha regalato una giornata speciale. E grazie a tutti gli amici degli Irriducibili.

Perché quando tante persone stanno bene insieme, condividono sorrisi, fatica e semplicità, nasce qualcosa che va oltre una semplice escursione.

Nascono energie positive. Quelle che non si vedono, ma si sentono.

E forse è proprio questo il vero segreto del Sentiero degli Dei: non sono soltanto i panorami a renderlo magico. Sono le persone con cui scegli di percorrerlo.

SKORPION · SK007
Diario dell’escursionista
11 luglio 2026 · Sentiero degli Dei